15/03/2005
Gentili Colleghi,
ho appreso della esistenza della vostra associazione al Congresso SIEOG
di Catania dello scorso Ottobre.
Sono specialista in Ostetricia e Ginecologia nel 1992, occupandomi prevalentemente
di ecografia e diagnosi prenatale. Svolgo attività libero professionale
nel mio studio e sono dipendente presso Casa di Cura privata accreditata,
dove esercito l'attività di ostetrico ginecologo e esponsabile
dell'ambulatorio di ecografia e diagnosi prenatale.
Il problema che vi
sottopongo è relativo
alla mia assicurazione professionale.
Nel 2002 ad aprile ho ricevuto disdetta dalla compagnia
assicuratrice SAI per la RC professionale.
Ad ottobre 2002 è avvenuto un sinistro
per il quale sono stato rinviato a giudizio.
Facevo parte di equipe operatoria ad un cesareo in una paziente che ha manifestato
HELLP sindrome, successivamente deceduta. Allo scadere del contratto con la
compagnia prima citata ho cercato di fare un altra polizza tramite la Societa'
con l' I***, cui ho comunicato sinistro in corso. La risposta è stata
di mancata accettazione (come da documentazione in mio possesso). Sono
riuscito a stipulare un altra assicurazione con un Broker conosciuto tramite
internet (A*******). A gennaio di quest'anno ho ricevuto una lettera
di richiesta risarcimento danni a causa di una mancata acquisizione
di consenso informato e un mancato intervento ginecologico di polipectomia.
Ho comunicato tale situazione alla compagnia assicuratirce che con ignominioso
tempismo ha provveduto a disdetta del contratto.
Quest'ultimo è in scadenza il prossimo giugno, ma già da ora
ho difficoltà a reperire una compagnia che mi assicuri e che abbia
un non esagerato premio.
Alla luce di quanto esposto mi chiedo:
perchè la Societa' scientifica permette un comporatmento non "protettivo" nei
confronti di medici che sono "respinti " dalle assicurazioni.
La convenzione I *** non è in un certo senso patrocinata dalla Società?
Possono ancora le compagnie assicuratrici disdire bellamente i contratti sulla
base di sole "comunicazioni"?
Desiderei conoscere compagnie assicurative, magari patrocinate dalle
nostre associazioni, per stipulare una nuova assicurazione.
Sperando che tale lettera venga presa in considerazione e riservadomi
i fornire più dettagliate notizie in merito, porgo distinti saluti
e buon lavoro.
Bisceglie 18/03/05
ROBERTO
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LA DOVEROSA RISPOSTA
Carissimo Roberto,
purtroppo la situazione che lamenti è nota e colpisce chi piu' e
chi no tutti i colleghi.
Le Compagnie possono fare quello che vogliono perche':
- espressamente scritto sul Contratto che tutti firmano senza leggere;
- perche' lamentando perdite (virtuali) stanno rialzando i premi, con verosimile
intento di raggiungere il mercato statunitense;
- una sola Societa' scientifica non ha la forza "contrattuale" per imporre
nulla a nessuna Assicurazione;
- SOLO LA FORZA DELL'UNIONE DI TUTTI I MEDICI POTRA' AIUTARCI !
La realta' non e' che non si trovino Compagnie disposte ad assicurarci, vogliono
solo il doppio di prima ! Ma l'anno prossimo aumenteranno ancora e ancora
e ancora...
A questo punto ti faccio io una domanda:
perche' quando facciamo un Congresso o Convegno con il tema "La problematica
assicurativa: strumenti per risolverla" ci troviamo in Sala 80 persone,
compresi relatori, moderatori ed "osservatori" inviati delle compagnie ?
Perche' in ogni Convegno sulla roblematica fatichiamo a mettere insieme100
persone?
Allora se l'Amami oggi propone un "patto" ad una Compagnia o una formula
diversa (alternativa di Risk menagment e fondo di garanzia o altro....) quanti
colleghi (su 20.000) associati, ci seguiranno?
Faremo molto presto una prova: abbiamo ottenuto una Polizza di Tutela Giudiziaria
ritagliata su misura per i soci Amami, la sottoporremo a tutti i ns iscritti
e ... conteremo quanti saranno disposti a seguirci.
Ogni problema quando ci tocca diventa IL PROBLEMA, ma altrimenti...."a me
e non accade" e' il pensiero piu' frequente.
Inoltre alcuni colleghi, o vinti dall'invidia per il successo
dell'iniziativa o preoccupati che la crescita dell'Amami possa ostacolare
i loro guadagni, si preoccupano maggiormente di contrastarne il cammino piuttosto
che essergli vicino...
Con la speranza comunque di offrire alla
Classe Medica una soluzione nei tempi piu' celeri, ti saluto cordialmente.
A risentirci presto.
Maurizio Maggiorotti