Dal ps
La pz arriva in PS il giorno 11/3/2002.
Dalla cartella clinica:
H 15.40 La pz. arriva in PS trasportata dal territorio in seguito
ad incidente stradale.
Alla visita la pz è disorientata, presenta ferita lacero-contusa in regione
temporale dx che viene suturata. Frattura dell'omero dx. Sospetta lesione
ossea del bacino. Trauma toracico con dispnea, PA 120/60 FC 110 b/m.
Pratica Tc cranio, torace, addome e pelvi; eco addome e pelvi che evidenziano
le seguenti lesioni: " Pnx bilaterale più accentuato a sx; enfisema
sottocutaneo e muscolare; lesione parziale sottocapsulare della milza, gastrectasia
marcata, dilatazione marcata delle anse ilieali e coliche. Frattura dell'ala
iliaca dx con associato ematoma superficiale cutaneo e sottocutaneo interessante
anche i muscoli glutei. Frattura della porzione anteriore dell'articolazione
ileo-ischiatica. Frattura omero dx.
H 16.45 Le
condizioni cliniche si
aggravano improvvisamente e la pz. presenta presenta uno stato di shock emodinamico.
I rianimatori prontamente accorsi provvedono alla monitorizzazione e alla
intubazione della pz che nel frattempo viene trasportata in sala operatoria
per ulteriori manovre ed eventuale intervento chirurgico.
Si provvede al posizionamento di un trocar in emitorace sx che migliora la
ventilazione polmonare e si continuano le manovre rianimatorie in attesa di
una stabilizzazione emodinamica per poter intervenire chirurgicamente.
H 16.50 Consulenza
rianimatoria
Al nostro arrivo in radiologia la pz si presenta in stato di shock, pupille
in media midriasi, cianosi ai prolabi e alle mucose visibili. Attività respiratoria
insufficiente, polsi e pressione non apprezzabili. Si provvede ad immediata
intubazione orotracheale con tubo n° 7.5 e si assiste con pallone di Ambu
con ossigeno al 100%. Si inizia MCE, la pz ha già in corso infusione
di Emagel attraverso vena periferica. Si somministrano 2 fl di atropina e
si procede al rapido trasferimento in ambiente più idoneo alla RCP.
Si posiziona CVC a 3 vie in vena succlavia sx e si effettuano prelievi
ematici urgenti, quindi si infonde Emagel e una sacca di sangue intero Zero
Rh Negativo. Si monitorizza l'attività cardiaca che evidenzia
bradicardia marcata di circa 20 b/m.
Si somministra adrealina 2 fl attraverso il tubo orotracheale e 2 fl ev, si
continua MCE.
Si infonde bicarbonato 80 mEq/l ev e Solu-Medrol 2 gr ev.
Si posiziona sondino naso gastrico e trocar endotoracico che viene collegato
a Boulau a caduta.
H 17.20 Pupille
in midriasi fissa non reattive allo stimolo luminoso. Al monitor si evidenzia
fibrillazione ventricolare, si procede ad immediata defibrillazione a 360
J; non si assiste ad alcuna ripresa dell'attività dell'attività cardiaca.
Si somministra ancora adrenalina 1 fl più 1 fl, si contina infusione.
Si continua RCP.
H 18.05 Pz in arresto cardiocircolatorio irreversibile, al monitor tracciato isoelettrico. Si constata l'exitus.
Dal prelievo effettuato da noi.
Hb 3.81
HCT 11.71
GR 1.290
PT 23%
APTT 70'
INR 2.38
Il magistrato
di turno dispone il sequestro e l'esame autoptico, come da prassi, trattandosi
di incidente stradale. L'esame viene effettuato senza che nessuno di noi
venga avvertito,
in quanto non era stato emessa nessuna informazione di garanzia.
Il referto del medico legale parla di " morte per anemia acuta metemorragica
da grande traumatismo della strada ".
L'incidente è stato provocato da un sorpasso non regolare.
Qui dovrebbe terminare tutta la vicenda!....e invece no il racconto continua:
Il giorno 5/3/2003,
quindi a
distanza di un anno, mi viene notificato un'informazione di garanzia rigurdo
il decesso della pz. Per i reati di cui agli artt. 113 e 589 c.p. procedimento
nel quale persona offesa è il padre della pz.
Viene disposto il sequestro della cartella clinica e viene affidata la perizia
allo stesso medico legale che aveva, a suo tempo, effettuato l'esame autoptico.
Il 27/11/2003 il Tribunale di (omissis) emette sentenza di assoluzione e di archiviazione, motivando la cosa " Circa gli indagati che ebbero in cura la giovane nel brevissimo lasso di tempo intercorso fra il suo ricovero e la morte, gli stessi hanno prestato le cure necessarie, in relazione a quanto poteva essere concretamente praticato in quel momento. Il loro comportamento, assolutamente diligente, non ha avuto pertanto alcun contributo causale a determinare il decesso della pz."
La stessa sentenza, invece, specifica che la responsabilità del decesso è " eslcusivamente addebbitabile all' indagato C.F., che conduceva il veicolo sul quale viaggiava la defunta".