AssociazioneAmami

ASSOCIAZIONE per i MEDICI
ACCUSATI DI MALPRACTICE INGIUSTAMENTE

Libro Bianco

CONSULENZA "IMPERITA"


Egr. Dott.Maggiorotti,


sono un chirurgo plastico socio dell’AMAMI dal 2003 e Le scrivo per avere un parere in merito ad una vertenza giudiziaria che mi ha coinvolto.

Nel novembre 2002 ho ricevuto un avviso di garanzia in seguito alla denuncia sporta da una paziente da me operata nell’Ospedale in cui lavoro.

Nell’atto di citazione venivo imputato del reato di cui agli artt. 40 cpv., 590 comma primo e secondo c.p. perché con colpa consistita in negligenza, imprudenza e imperizia in qualità di medico specializzato in chirurgia estetica che il 16.5.2001 effettuò su R. R. un intervento di plastica riduttiva bilaterale per ipertrofia mammaria, visitando successivamente la paziente in data 7.11.2001 ed il 24.5..2002 e rassicurando la paziente nonostante la stessa avesse riferito di avvertire persistente dolore alla palpazione al seno destro, omettendo di disporre tempestivamente accertamenti clinici e strumentali più approfonditi pur avendone l’obbligo giuridico, ritardando così la formulazione della diagnosi di carcinoma al seno, cagionava alla predetta R. R. lesioni personali gravissime consistite in carcinoma infiltrante della mammella destra (diagnosticato il 25.6.2002).

Il Pubblico Ministero, al termine delle indagini, senza aver richiesto un incidente probatorio ed avvalendosi di una consulenza tecnica specialistica in cui venivano fatte affermazioni che non trovano riscontro in nessuna letteratura scientifica, disponeva il mio rinvio a giudizio.

Dopo 9 mesi di “calvario”, l’8 luglio 2005 sono stato assolto con formula piena per insussistenza del fatto, con sentenza passata in giudicato il 22.11.2005.

Come conseguenza di questa brutta avventura ( la prima in 30 anni di lavoro!) la mia compagnia di assicurazione RC professionale mi ha disdettato la polizza ( stipulata nel 1978 e mai utilizzata ), salvo rinnovarmela poi al triplo del premio.

In aggiunta a ciò il Direttore Amministrativo del mio Ospedale, presso cui avevo eseguito l’intervento chirurgico, mi ha negato il rimborso delle spese legali e peritali sostenute ( che ammontano a circa 21.000 euro ), affermando che nella mia comunicazione inviata subito dopo il ricevimento dell’avviso di garanzia non avevo richiesto espressamente la loro tutela giudiziaria ma mi limitavo a rimanere in attesa di loro comunicazioni (che non sono peraltro mai giunte!).

Non sto a descriverLe le mie condizioni psichiche e fisiche ( compresa una dolorosissima laringite erpetica da stress ) perché immagino che siano analoghe a quelle dei troppi colleghi ingiustamente accusati di malpractice.

A questo punto vorrei avere da Lei un parere su come reagire a questa serie di ingiustizie: un’accusa ed un rinvio a giudizio basato su una consulenza tecnica “mendace” , un danno esistenziale ed un danno economico importante che si protrarranno per i prossimi anni della mia attività medica.
La ringrazio anticipatamente per l’attenzione che vorrà darmi e resto in attesa di un Suo cenno di risposta.


Cordiali saluti
Dott. F. C.



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