AssociazioneAmami

ASSOCIAZIONE per i MEDICI
ACCUSATI DI MALPRACTICE INGIUSTAMENTE

Libro Bianco

LA MIA TRISTE VICENDA

La mia triste vicenda inizia nell'ottobre del 2002 quando morì una mia paziente per una probabile embolia polmonare massiva (diagnosi del pronto soccorso dell'ospedale di Volterra).

I figli mi hanno fatto causa poichè la perizia di un loro conoscente medico legale mi addossava la responsabiltà del decesso.

Sei gg prima la sig.ra era venuta nel mio studio lamentando un fastidio alla caviglia dx,
visitatala decisi di farle fare in urgenza un ecocolordoppler venoso arti inf.per sospetta flebite. In effetti la risposta che la figlia mi portò circa 1ora dopo confermava il mio sospetto prescrissi allora eparina calcica 0,5 1f sc ogni 12 ore x 10 gg e ASA 150 mg die.

Cosa sia accaduto successivamente non lo sò.

Restai di sasso quando dopo circa 20 gg mi arrivò una raccomandata da un avvocato milanese che mi informava della denuncia presentata dai figli e la richiesta dei danni morali, materiali etc etc.

Telefonai a tale avvocato il quale mi confermò il tenore della missiva,chiesi di leggere la perizia fatta da questo medico legale ma mi disse che per il momento non era disponibile e mi informò che i figli non si sarebbero opposti ad un'eventuale riesumazione della salma per un'autopsia.

Mi rivolsi allora alla mia assicurazione la Milano ramo Previdente dove avevo una RC da circa 23 anni e aperto il sinistro fu inviata la pratica a Milano dove sarebbe stata gestita visto che l'avvocato dei figli era di lì.


Dopo circa 1 anno e mezzo un'altra raccomandata del medesimo avvocato mi informava che non avendo avuto riscontro positivo con la mia assicurazione si sarebbe proceduto d'ufficio e un'altra raccomandata del tribunale di Pontedera fissava già la data di comparizione. Non solo parimenti venne a sapere in via ufficiosa che era aperto un fascicolo per omicidio colposo presso il Tribunale di Pisa. Ti puoi immaginare la mia situazione psicologica anche perchè la mia Compagnia mi scrisse rimettendomi tutti gli
atti e dicendo testualmete che "preferivano recedere dalla costituzione in giudizio lasciando a me l'onere di trovarmi un avvocato di fiducia", non solo ma alcuni funzionari della stessa Compagnia da me sentiti mi consigliarono vivamente di "prendere opportuni provvedimenti per salvaguardare il mio eventuale patrimonio". Caddi in depressione, andai da uno psicologo, ebbi un peggioramento di una forma di psoriasi con innesco di artrite, ero ridotto ad una larva! Fortunatamente il GIP e il PM, dopo aver chiesto una perizia ad un medico legale credo dell'università di Firenze mi hanno prosciolto. Questa è la storia triste sia per la morte della sig.ra sia per le ripercussioni su di me. Mi chiedo che razza di medico legale sia questo e che genere di perizia avesse fatto se poi è stata sconfessata, su quali basi possiamo considerare dei colleghi questi individui. Per non parlare poi delle società di assicurazioni, non capisco proprio come possano tirarsi indietro. Considera che è ancora aperta la causa civile la cui prossima udienza è prevista per il 6/10/2005 e nella
quale ho dovuto, attraverso un mio legale di fiducia citare in giudizio la Compagnia di assicurazione. A questo punto Vi chiedo: posso rivalermi, vista l'archiviazione in sede penale, sul medico legale in questione o su altri (figli, avvocato) per danni morali e materiali? Rimango in attesa anche per ulteriori chiarimenti che Vorrai e ringrazio dell'attenzione. Se Vuoi pubblicare qualche cosa puoi farlo omettendo il mio nome e rimanendo sul generico. Sarebbe interessante invece conoscere il Vs parere su questi
sedicenti medici legali che prima di scrivere dovrebbero essere più sicuri di ciò che fanno.

Saluti cordiali Angelo



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