AssociazioneAmami

ASSOCIAZIONE per i MEDICI
ACCUSATI DI MALPRACTICE INGIUSTAMENTE

Libro Bianco

CARI COLLEGHI,
VI RIASSUMO BREVEMENTE LA SITUAZIONE DELLA QUALE SONO STATO VITTIMA


18.12.2008

"Cari colleghi, vi riassumo brevemente la situazione della quale sono stato vittima nello svolgimento della mia attività di medico di guardia presso l'U.O. di Dermatologia presso la quale lavoro.

Era un sabato mattina ed il reparto degenti era al completo (16 posti occupati), con alcuni pazienti critici che necessitavano di un continuo monitoraggio delle condizioni cliniche; logicamente ciò ha reso necessari continui colloqui con il personale infermieristico in servizio ed ha comportato un inevitabile ritardo nell'erogazione delle visite "urgenti" dermatologiche in attesa. Inoltre ho dovuto effettuare alcune consulenze al letto urgenti presso alcuni reparti di terapia intensiva con ulteriore impegno di tempo. Ho correttamente informato i pazienti in attesa che ci sarebbero stati inevitabili ritardi nell'erogazione delle prestazioni, rassicurandoli comunque che le stesse sarebbero state effettuate. Di fatto mi sono trattenuto qualche ora oltre il mio orario di servizio per effettuare tutte le prestazioni richieste. A distanza di mesi, con sorpresa e con estremo stupore, mi sono visto recapitare dal Tribunale dei Diritti del Malato una richiesta di "chiarimenti" in merito alla segnalazione della madre di un piccolo paziente che in quella fatidica giornata si era rivolta a me per una visita dermatologica "urgente".

Il contenuto della segnalazione (inoltrata anche a tutti i miei diretti superiori con tanto di numero di protocollo) era diffamatorio e lesivo nei confronti della mia professionalità: si affermava infatti che avevo fatto attendere per oltre 5 ore il piccolo paziente ed altri bambini senza motivo, che avevo perso del tempo al bar o in giro per l'ospedale ed a parlare con gli infermieri. Inoltre veniva criticata in modo denigratorio la mia professionalità in relazione alla visita effettuata al piccolo. Fortunatamente, grazie anche ai flussi informatici di refertazione ed alle numerose testimonianze disponibili, sono riuscito a ricostruire dettagliatamente la mia giornata lavorativa ed a dimostrare che quanto descritto nell'esposto era completamente falso ed inventato: non sono mai andato al bar, non vi erano altri bambini in attesa, la visita è stata effettuata con circa un'ora e mezzo (non 5!!!) di ritardo rispetto all'orario indicato.

Infine, la richiesta di visita "urgente entro 24 ore" (tra l'altro scaduta) prescritta dal pediatra di fiducia (sic!!!) era per un prurito sine materia presente da mesi e mai trattato farmacologicamente e che ho correttamente valutato indicando sia la terapia che gli accertamenti diagnostici necessari.

Vorrei sottolineare che per tutto ciò ho rischiato un procedimento disciplinare e che l'onere di "prova di non colpevolezza" è stato a mio carico, con dispendio di tempo ed energie. A questo punto, ho consultato un legale che mi ha assistito nel querelare per diffamazione e calunnia l'autore dell'esposto. Dopo qualche mese l'avvocato della controparte ha chiesto il ritiro della querela; ho deciso di accettare in cambio di: - una lettera di scuse ufficiali inoltrata a me ed a tutte le persone ed istituzioni coinvolte nell'accaduto (una copia inviata anche all'AMAMI); - rimborso delle spese processuali e legali da me sostenute per l'accaduto; - una cifra simbolica a titolo di risarcimento (1500 €) che ho donato in beneficenza per l'assistenza dei bambini del Burkina Faso.

Si tratta di un episodio che mi ha notevolmente infastidito, soprattutto perchè non vi è stato rispetto e sensibilità nei confronti dei pazienti realmente gravi. Purtroppo si osserva sempre più spesso uno scarso senso civico da parte di alcune persone che pretendono visite specialistiche immediate senza alcuna necessità e senza rispetto di chi invece segue i corretti canali di accesso programmato. In questo particolare caso, oltre alla evidente malafede, occorre tenere presente la complicità da parte del pediatra di fiducia che ha richiesto una prestazione urgente senza alcun motivo. Tale pratica da parte di alcuni colleghi dotati a mio avviso di un basso profilo deontologico è sempre più frequente e credo necessiti di qualche provvedimento da parte della nostra stessa categoria. Per alcuni è ormai una moda aggredire senza motivo i medici per ottenere magari qualche piccolo risarcimento; credo che rispondere con le vie legali possa contribuire a far scomparire questa pericolosa tendenza.


Un saluto a tutti.



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